
Anno di pubblicazione: 2008
Formato: 13,5 x 21
Pagine: 136, ill. col., f.t.
ISBN 978-88-6099-058-7
Prezzo € 14,00
Il cuore nelle lettere: all'età di quasi ottant'anni Giuliano Gramsci, figlio di Antonio, scrive al padre in un tempo presente che annulla ogni distanza e, liberando la memoria attraverso le parole di Anna Maria Sgarbi, racconta i suoi sentimenti: quelli di un figlio cui la sorte ha negato l'abbraccio del padre conosciuto unicamente grazie alle sue lettere (che solo dopo la sua morte ha saputo provenire dal carcere) e ai racconti delle zie e della madre. Anna Maria Sgarbi ha saputo ben interpretare le emozioni di Giuliano che per la prima volta ha goduto della sua dignità di figlio e del piacere di dare a 'papa' Gramsci' quel valore di genitore che solo lui poteva attribuirgli. Oltre a toccanti pagine ricche di affetto, di nostalgia e di rimpianti, il libro offre anche l'occasione di conoscere un pezzo inedito di storia dell'Unione Sovietica, raccontato da chi l'ha vissuto in prima persona: i ricordi di Giuliano, che si intrecciano in parte con le lettere inviate dal padre, forniscono informazioni di notevole importanza e sono sostenuti da altri documenti emersi e studiati negli anni, come Marco Clementi, nelle attente note critiche e nella postfazione, ha saputo giustamente mettere in rilievo. Un libro per il grande pubblico, privo di ogni coloritura politica, che riguarda la sfera affettiva e umana delle vicende storiche note a tutti. Ed è questa la prospettiva del libro, in particolare quella della relazione tra figli e padri.
COME E NATO IL LIBRO. L'Autrice, Anna Maria Sgarbi, ha incontrato più volte a Mosca, tra il 2003 e il 2006, Giuliano Gramsci (morto a luglio 2007) e in quegli incontri egli ha liberato ricordi trasformati poi in lettere al padre Antonio, mai conosciuto direttamente. Alexander Makhov (noto traduttore russo delle opere di Leopardi), amico dall'infanzia di Giuliano, ha seguito la costruzione del libro, contribuendo ad eliminare incertezze e alcuni vuoti dei ricordi. Le lettere , così come vengono pubblicate, sono state riviste e approvate dallo stesso Giuliano Gramsci.
ANNA MARIA SGARBI è avvocato, originaria di Rolo in provincia di Reggio Emilia, nata e cresciuta in una famiglia di fornai. Il padre di nome Radames (per via della passione in famiglia per le musiche di Verdi) l'ha sempre sollecitata, fin da piccola, a scrivere diari o lettere per 'immagazzinare' i propri sentimenti, elevando così la sua figura ad artigiano della psicologia ol-tre che del pane. La grande propensione per il sociale, e per l'ascolto degli altrui problemi (iniziato con i clienti del forno) l'ha condotta a conseguire la laurea in giurisprudenza, all'Università di Modena in diritto privato, meritandosi il massimo della vo-tazione. Da quando ha superato l'esame di Stato per svolgere la professione di avvocato, divide lo studio col marito Notaio, in Carpi. E' madre di un ragazzo di 17 anni di nome Agostino, come il padre del marito, anch'egli Notaio in Carpi prima del figlio, oltre che alpino per la sua provenienza trentina. Anna Maria Sgarbi segue, da sempre, innumerevoli cause che riguardano il diritto di famiglia, sparse in tutta l'Italia e anche all'estero. Dal 2002 al 2006 ha fatto parte della Segreteria Tecnica della Commissione per la riforma del Codice Penale, istituita presso il Ministero della Giustizia. Il Presidente della Commissione, Cons. Carlo Nordico, ha voluto la sua presenza in quanto le sue cognizioni civilistiche erano utili nella sottocommissione dedicata ai reati all'interno della famiglia. Nella sessione d'esame 2005-2006, per ottenere l'abilitazione a svolgere la professione di avvoca-to, ha rivestito l'incarico di Presidente della I sottocommissione presso la Corte di Appello di Bologna. Nel 2003 ha pubblicato, con la casa editrice Avverbi, un libro di poesie dal titolo 'Le poesie del silenzio e altre'. Dal 2002 al 2006 Anna Maria Sgarbi ha scritto mensilmente articoli, su ATMOSPHERE (giornale di bordo della compagnia aerea Meridiana), riempiendo una ru-brica da lei ideata ed intitolata 'Mode e modi', sempre dedicata al sociale.
